Risultato in breve
Nel campione operativo la massima concentrazione normalizzata cade nella fascia 1190–1185 a.C.. Usando distribuzioni triangolari centrate sulle stime di ciascun sito, il massimo è circa 1189 a.C.. È un indice sintetico del campione, non la data dimostrata di Fetonte.
I tredici siti inclusi
| Area | Siti | Intervalli operativi |
|---|---|---|
| Grecia | Micene, Tirinto, Midea, Tebe, Gla, Pilo, Dimini–Iolco | ca. 1200–1150 a.C., secondo il sito |
| Anatolia | Troia VIIa, Mileto | ca. 1200–1170 a.C. |
| Cilicia | Tarso–Gözlükule, Mersin–Yumuktepe | ca. 1205–1175 a.C. |
| Siria | Ugarit–Ras Shamra, Emar–Meskene | ca. 1192–1175 a.C. |
Gli intervalli sono una normalizzazione di lavoro ricavata dalle cronologie pubblicate: non sono errori sperimentali omogenei. Hattusa, Hazor, Tell Tweini e altri candidati sono stati esclusi o tenuti separati quando incendio, sincronismo o datazione non risultavano sufficientemente solidi.
Perché il semplice massimo del 1180 inganna
Contando tutti gli intervalli che comprendono ogni anno si ottengono dodici siti compatibili nel 1180 a.C. Quel valore nasce però dal contatto fra gli estremi di più intervalli: alcuni terminano e altri iniziano proprio lì. Normalizzando il peso delle finestre emerge invece un plateau 1190–1185 a.C.; privilegiando le stime centrali il massimo cade attorno al 1189.
La stabilità è stata controllata eliminando un sito alla volta: senza Ugarit il centro si sposta solo al 1190. La precisione apparente resta comunque superiore a quella di molte datazioni archeologiche.
Che cosa non dimostra il calcolo
- che le città siano bruciate nello stesso giorno o nello stesso anno;
- che gli incendi abbiano tutti la stessa origine;
- che esista una propagazione geografica ordinata;
- che guerre, crisi interne, incidenti o terremoti siano esclusi;
- che sia avvenuto un passaggio cosmico.
I siti non sono neppure osservazioni completamente indipendenti: diverse cronologie condividono sequenze ceramiche e sincronismi storici.
Spiegazioni a confronto
Guerra e saccheggio spiegano bene alcuni contesti; i terremoti possono produrre crolli e innescare fuochi; la siccità può generare carestia, migrazioni e instabilità; il collasso sistemico combina più cause. L'ipotesi Fetonte prevede invece un agente atmosferico o cosmico capace di provocare direttamente almeno parte degli incendi. Per distinguerla servono temperature, modalità d'innesco e marcatori geochimici confrontabili negli stessi livelli.
Valutazione: incendi multipli attestati; concentrazione 1190–1185 probabile nel campione; crisi comune possibile; unico passaggio cosmico speculativo.
Approfondimenti
La crisi climatica precede gli incendi? · Ugarit: eclissi o altra lettura?